lunedì 19 marzo 2012

L'uomo che tutte le donne cercano.

Tutti noi abbiamo almeno un ricordo di lui: al mare, mentre ci insegnava a nuotare, seduto al tavolo della cucina mentre ci insegnava quella materia tanto ostica oppure mentre ci rimproverava severamente per qualche marachella.
Lo abbiamo amato, odiato, deluso, perdonato, cercato.

Da lui ci aspettiamo comprensione, ma anche guida e sicurezza.
In casa è praticamente un tuttofare, o almeno ci prova. E' quello che guida nel traffico e sudore per portarci nell'agognata località estiva, o quello che trasporta sulle proprie spalle lo zaino più pesante in montagna. E' quello che si sveglia presto per andare al lavoro e ci lascia dormire.
E' quello che torna a casa stanco trova un momento per chiederci: "com'è andata oggi?"

Ed anche quando cresciamo, per lui restiamo piccoli e insicuri come quando aggiungeva una rotella al nostro triciclo.
Il rapporto con lui, di solito, è silenzioso, ma denso di spazio e volume.
Certe cose non gliele abbiamo mai dette, ma lui sa. Ed è un sapere che deriva dall'esperienza e dagli errori.
Probabilmente gli daremo contro, ma alla fine, col passare del tempo, gli daremo ragione e questa è una consapevolezza che ci accompagnerà per sempre, perchè lui è stato figlio e padre ed anche tutte e due le cose insieme.
E' l'uomo che tutte le donne vorrebbero avere come compagno, è lui il vero principe azzurro, il condensato catatonico di tutte le fiabe dei Grimm: il nostro papà.

Auguri a tutti i papà e a chi lo diventerà!

Una figlia.








lunedì 12 marzo 2012

Il sogno di una senatrice


"Vedrai una città regale addossata ad una collina alpestre.."
Inizia così, citando Petrarca, il programma elettorale di Roberta Pinotti, senatrice del PD, in corsa per il posto di Sindaco per la città di Genova.
Lei è l'avversaria fantasma in questa, che ha tutta l'aria di essere una guerra tra prime donne del Partito.
Dopo aver ricoperto il ruolo di assessore alle scuole, alle politiche giovanili e alle politiche sociali della Provincia e dopo essere stata scelta alle elezioni politiche del 2008 come Senatrice della Repubblica, la troviamo pronta per un sogno di vittoria."Genova ce la può fare" si legge sul sito "robertapinotti.it""perchè c'è la disponibilità a lavorare per farcela".In un'intervista a Genova24.it, esprime il suo giudizio sul fallimento di Marta Vincenzi, attribuendo la colpa ad una forte discrepanza tra l'amministrazione e la città.Tra i cavalli di
battaglia del progetto Pinotti troviamo la partecipazione, la condivisione e la responsabilità. Per ciò che concerne lo sviluppo e la vivibilità, la Pinotti prevede la ripresa dei lavori al Mercato di Cso Sardegna, il risanamento della zona di Begato e finanziamenti per la tramvia nella Valbisagno.
Anche la Senatrice, come il candidato del SEL Doria, fa un accenno agli Erzelli, affermando che il progetto
potrebbe essere "il volano per il cambio di passo di Genova".
A ben leggere il programma, ci si potrebbe chiedere se il cambiamento risieda soltanto nel buon senso o necessiti di nuove idee e parole.Servirebbero idee innovative, grinta e più dinamismo.
Per cambiare aria a Genova servirebbe un Sindaco che partisse dalle piccole cose, dai piccoli cambiamenti.
Per pensare in grande, bisogna sognare in piccolo.




Quando la crisi ti ruba la vita.

Angelo aveva 53 anni e lavorava alla Ti Group di Busalla. Venerdì scorso ha imbracciato il fucile e ha messo fine alla sua vita.
Una vita passata in fabbrica, a sgobbare e a fare ogni giorno un sacrificio diverso, cercando di restare sempre al passo ed aggiornato con il cambiamento del tempo e delle tecnologie.
 L'anno scorso, dopo estenuanti contrattazioni sindacali, su Angelo cade la cassa integrazione, come una spada di Damocle che lo rigetta nel gorgo dei lavoratori inutili.
L'uomo, sempre abituato a darsi da fare, era completamente impreparato ad affrontare una situazione del genere.
"Angelo era un uomo buono, troppo forse. Non ha saputo sopportare il peso della cassa integrazione ed è caduto in depressione profonda" ammette il fratello, ancora incredulo.
Nonostante ciò l'uomo aveva trovato una soluzione : la mobilità e poi la pensione, che con fatica, gli avrebbe consentito di sopravvivere e di non essere di peso a nessuno.
 Intanto il governo Berlusconi lasciava il passo a Monti ed ai suoi tagli e per Angelo si profilavano ancora 8 anni al traguardo della pensione.
Il termine della mobilità aveva aggravato la situazione già ampiamente compromessa.

Un lavoratore su tre vive nelle situazione di Angelo e le restrizioni  del governo tecnico purtroppo vedranno aumentare questa proporzione.
L'impossibilità di sopravvivere con le proprie forze e di trovare spazio definito all'interno della società è il nuovo male del secolo, che colpisce tutti indistintamente: giovani e anziani, donne e uomini.

Quanti ancora dovranno morire sopraffatti dalla disperazione, quanti dovranno essere derubati della loro dignità di esseri umani e di lavoratori, prima che si trovi una soluzione?



 

venerdì 9 marzo 2012

Il Talebano di Genova

C'è chi a Genova si chiede perchè alle primarie del PD abbia vinto Marco Doria. Se analizziamo il vociare acuto e costante della città, dentro le fondamenta, troviamo i pareri più vari: il fallimento della Vincenzi ha dato il là alla voglia di cambiamento, un volto nuovo dentro la sinistra frammentata, un docente con idee concrete...
Difficile arrivare ad un unico punto. Sicuramente uno come Marco Doria o lo ami o lo odi e non esistono mezze misure.
Marta Vincenzi, ancora frastornata dai postumi di un'alluvione politica, nonchè reale, ha saputo reagire nel modo più umano e comprensibile: ha puntato l'irato dito contro il suo stesso Partito, accusando i compagni di non averla sostenuta abbastanza.

Dietro la vittoria di Doria, però, non ci può essere solamente il fallimento di una sindaco uscente.
Nel programma politico del docente di Storia dell'Economia, ci sono poche idee, ma chiare: democrazia, partecipazione sociale, rilancio economico della città.
Circa le infrastrutture è stato vago, chiudendo il discorso con un laconico: "Bisognerà valutare ogni opera caso per caso", facendo un passo in dietro rispetto alll'affermazione iniziale che appoggiava perentoriamente i movimenti anti- gronda.

Il candidato sindaco si è anche accattivato le simpatie retrò di coloro che sono lontani da ogni tipo di tecnologia, esordendo, dopo la vittoria, con un candido sorriso :"Mi hanno costretto ad acquistare un telefono cellulare e ad aprire una pagina su Facebook"

Le malelingue sussurrano che buona parte della fortuna di Doria siano gli appoggi altolocati che hanno supportato, sin dal nascere, la campagna arancio per le primarie.

Certo è che Don Gallo ha dato un grande contributo, non solo spirituale, per sponsorizzare lo sconosciuto professorino.
A pensar male si fa peccato... Ci pentiremo, forse.